Come stare a tavola: regole del Galateo.

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La tavola è apparecchiata. Gli ospiti sono appena arrivati. Il vino sta prendendo aria all’interno del Decanter. Ecco che, preparati i piatti, andiamo a sederci anche noi pronti per cominciare il pasto. Indossiamo un bel completo in tweed a tre pezzi, un orologio col cinturino in cuoio, una fede d’oro lucidata a dovere… Insomma, abbiamo preparato tutto alla perfezione. Poi, però, pronunciamo le fatidiche parole: “Allora, buon appetito!”. “Cosa c’è di sbagliato?” mi chiederete voi. Niente: per il senso comune. Tutto, secondo le regole del Galateo. Cioè secondo le regole che insegnavano ai gentiluomini dei secoli scorsi come stare correttamente a tavola.

Hai capito perfettamente: in questo articolo voglio parlarti della maniera corretta di stare a tavola. Lo farò in maniera semplice ed efficace, in modo che alla fine della lettura tu conosca tutte le regoli principali del bon ton.

“Non è una cosa un po’ anacronistica?” mi sono sentito chiedere più di una volta.

E ho sempre risposto: “Se l’eleganza è anacronistica, allora sì, io voglio essere un uomo di un altro tempo”.

So che anche a te piace essere sempre a modo e di classe. So che anche tu, dopo queste poche righe, ti sei incuriosito e vuoi saperne di più.

Ti spiegherò quindi:

  • Quali cose fare e non fare a tavola.
  • Come brindare e versare il vino.
  • Come apparecchiare la tavola per fare bella figura.

Non si tratta di cose anacronistiche. Si tratta di piccoli dettagli che possono permetterci di fare la differenza durante una cena a casa o al ristorante.

La prossima volta che inviterai qualcuno per cena, ti assicuro che ci farai caso naturalmente e senza forzature. Insomma, basta perderci in chiacchiere: cominciamo.

Galateo a tavola

Cosa è il Galateo?

Prima di cominciare, facciamoci una semplice domanda. “Ma che cosa è il Galateo?”.

E rispondiamo: è l’insieme delle norme che regolano il bon ton, cioè il buon comportamento. Non riguarda solo lo stare a tavola, ma anche il modo corretto di salutare, di sedersi, ecc. In ogni caso, oggi, noi ci occuperemo solo del modo corretto di stare a tavola.

Il Galateo, per come lo conosciamo oggi, è un trattato scritto da un certo Giovanni della Casa verso la metà del 1500. In verità, le regole di comportamento del Galateo hanno origini molto più antiche: già duecento anni a.C., alcuni teologi si interessavano alla maniera corretta di stare a tavola.

Vediamo in che cosa consistono queste regole e perché sono valide ancora oggi.

Cominciamo dalle regole fondamentali. Cioè quelle che regolano cosa sia giusto fare o non fare a tavola.

In seguito, parleremo anche delle norme che regolano la maniera corretta di versare il vino, di brindare e di apparecchiare la tavola.

Come stare a tavola: le prime regole fondamentali.

Le prime regole da ricordare sono le seguenti:

  • Dire “buon appetito” è una forma di maleducazione.

“Cosa?” direte voi. “Ma è assurdo!”.

Il fatto è che per i nobili il sedersi a mangiare non riguardava tanto il “mangiare stesso”: quanto piuttosto il conversare amabilmente con gli altri nobili. Ecco perché dire “buon appetito” indica una fondamentale incomprensione dello scopo del pasto. E, cioè, una forma di mala educazione.

Piuttosto del buon appetito, allora, si può inaugurare una conversazione interessante.

Lo so, molti di noi sono cresciuti secondo la ferrea regola: non si parla a tavola! Niente di più sbagliato: secondo il Galateo a tavola si parla. Solo che non si parla di tutto.

  • Ad esempio, è vietato parlare di politica.
  • Così come è vietato parlare di sesso, di pettegolezzi o di denaro.
  • Ma è anche vietato parlare di religione o di idee troppo personali.

Quali sono, allora, gli argomenti consigliati? Gli argomenti che riguardano esperienze avventurose (quel viaggio in Birmania), o temi generali che non disturbino nessuno degli ospiti.

Moda, film, libri, teatro: tutti questi sono ottimi argomenti di conversazione.

Quindi, abbiamo già due regole:

  • Non si dice buon appetito.
  • Si parla solo di argomenti leggeri e piacevoli, inaugurando la conversazione all’inizio del pasto.

Altre regole fondamentali.

Esistono poi regole che riguardano la postura e il modo di tenere il tovagliolo. Tutti conoscono la regola generale della postura:

  • Mai (e dico mai) mettere i gomiti sul tavolo. Si tratta, per il Galateo, di un comportamento che si addice solo ai barbari senza eleganza.
  • Bisogna cercare di stare con la schiena poggiata sulla sedia, senza piegarsi in avanti per portarsi il cibo alla bocca.
  • Infine, il tovagliolo va posizionato all’altezza delle cosce.

Naturalmente, oggi del tovagliolo possiamo fare a meno.

Ma provate a guardare qualcuno mentre poggia i gomiti sul tavolo: non è una cosa visivamente molto fastidiosa?

Insomma, i nobili del 1500 di eleganza se ne intendevano…

Come stare a tavola: mangiare e finire il pasto.

Abbiamo poi delle regole che riguardano il modo corretto di mangiare e di cominciare il pasto.

Cominciamo da queste ultime.

  • Anzitutto, regola importante: a cominciare il pasto sono le persone che ci ospitano durante la cena. Se siamo ospiti, aspettiamo quindi siano gli altri a fare il primo boccone. Se siamo i padroni di casa, aspettiamo che tutti abbiano le pietanze nel loro piatto. Solo allora ci è concesso di mangiare.

A quel punto, possiamo fare un cenno agli altri ospiti per dirgli di servirsi senza problemi.

Quando cominciamo a mangiare, ricordiamoci di una cosa:

  • Tagliamo il cibo con il coltello a destra e la forchetta a sinistra.
  • Non portiamoci mai il cibo alla bocca con il coltello.
  • Dopo aver tagliato qualcosa, rimettiamo il coltello al proprio posto prima di mangiare.

Infine, alcune regole di base per annunciare che abbiamo terminato il pasto o che stiamo solamente facendo una pausa:

  • Se abbiamo finito di mangiare, dobbiamo porre le posate sul piatto in maniera parallela.
  • Se stiamo facendo semplicemente una pausa, poggiamole sul piatto di modo che le punti si tocchino a vicenda.

Se vogliamo mangiare altro, non dobbiamo allungarci fino a raggiungere il vassoio principale. Dobbiamo invece chiedere al proprietario di casa di servirci un’altra porzione.

Se siamo noi i proprietari di casa, prima di servirci, chiediamo agli altri se desiderino fare il bis.

La stessa cosa vale per il vino: domandiamo sempre prima agli altri se desiderino altro vino prima di servire noi stessi. A tavola, secondo il Galateo, gli altri vengono sempre per primi.

Servire il vino, fare il brindisi e apparecchiare.

Infine, scopriamo come servire il vino, fare il brindisi e apparecchiare.

Per servire il vino, se siamo i proprietari di casa, cominciamo sempre a servirlo alle persone più anziane e in seguito a quelle più giovani.

Secondo la norma, il vino si serve prima alle donne e in seguito agli uomini.

Quindi: 1) Dalla persona più anziana di sesso femminile alla più giovane. 2) Poi dalla persona più anziana di sesso maschile alla più giovane. Il nostro calice, naturalmente, sarà l’ultimo ad essere riempito.

Serviamo sempre il vino da destra e i piatti da sinistra, per una questione di comodità e di rispetto.

Brindisi.

Quando dobbiamo fare un brindisi, dobbiamo limitarci ad alzare il bicchiere in direzione del centro tavola (o del festeggiato se c’è un festeggiato).

Vediamo ora come apparecchiare correttamente la tavola.

Apparecchiare.

Come ultima cosa, vediamo quindi come apparecchiare la nostra tavola.

Non preoccuparti: farlo è semplice, oggi che le tavole più apprezzate sono quelle minimal e senza fronzoli. Si tratta solo di rispettare l’ordine corretto delle posate, dei piatti e dei bicchieri.

  • Le posate. Posiziona al lato sinistro del piatto le forchette. Se servi tre piatti, metti le tre forchette adatte ai vari alimenti che andrai a servire. La prima sarà pensata per il primo piatto, la seconda per il secondo, la terza per il terzo – a partire da destra verso sinistra. Per i coltelli, vale la stessa regola. Uno per ogni portata, il modello varia a seconda dell’alimento. Il cucchiaio alla sinistra dei coltelli.
  • Abbina sempre i tovaglioli di tessuto alla tovaglia che hai scelto. Se la tovaglia è bianca, i tovaglioli sono bianchi. Niente abbinamenti stravaganti (rosso-bianco; giallo-bianco, ecc.).
  • Per quel che riguarda i bicchieri, è buona norma metterne tre per persona. Il primo per l’acqua, il secondo per il vino rosso, il terzo per il bianco. Il bicchiere per lo spumante si porta a tavola solo all’occorrenza.
  • Infine, il discorso piatti. Mettere il piatto piano, poi un tovagliolo sopra al piatto piano, e il piatto fondo. Se servirai l’antipasto invece che il primo, metti il piatto piano, il tovagliolo e sopra il piattino per l’antipasto. Dopo l’antipasto, se c’è il primo, porta il via il piatto e metti quello del primo.

Niente di più semplice.

Adesso, non ti rimane che mettere in pratica queste regole durante una delle tue cene.

Buon appet… Anzi, no.

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